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al 2017/18 la validità delle “vecchie” graduatorie di III fascia ATA
Istruzioni operative corso-concorso dirigenti scolastici
(GU n.90 del 24 nov. 2017)
Stati Generali dell'Alternanza Scuola Lavoro al MIUR, intervento di Petteni per la Cisl
In un'atmosfera di grande commozione i lavori del Consiglio Generale Cisl Scuola
Si sono svolti in un clima di grande commozione i lavori del Consiglio Generale nazionale della Cisl Scuola, profondamente colpito dalla notizia della scomparsa di Nino Milone, marito amatissimo della segretaria generale Maddalena Gissi, avvenuta durante la notte. Proprio la necessità e la volontà di stare accanto a lui nei mesi della sua malattia hanno reso particolarmente gravoso negli ultimi tempi il lavoro di Lena, che vi ha comunque sempre fatto fronte con impegno, intelligenza e lucidità non comuni, offrendo a tutta l’organizzazione una testimonianza di grandissima generosità. 

Ad accompagnare i lavori del consiglio generale, che oltre ad approvare il bilancio di previsione 2018 ha fatto il punto sulla trattativa per il rinnovo del contratto prima di partecipare alla manifestazione del pomeriggio in piazza Montecitorio, le immagini dello splendido presepe che Nino Milone ha realizzato nelle scorse settimane e donato alla sede della Cisl Scuola nazionale. Un bellissimo ricordo, un segno di fede e di speranza che siamo certi possa essere di conforto a Lena, ai suoi familiari e a quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.

14 dicembre 2017
In GU il "decreto fiscale": per la scuola "uscita dei minori" e "obbligo vaccinale"
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 5.12.2017 la legge n. 172 del 4.12.2017, di conversione del decreto-legge n. 148 del 16.10.2017 recante le “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili” (cosiddetto “decreto fiscale”). Il provvedimento è entrato in vigore, ieri, 6 dicembre.
Di seguito, le disposizioni di interesse del Comparto Scuola.

Controllo obbligo vaccinale - L’art. 18-ter del nuovo provvedimento legislativo prevede che la procedura semplificata per il controllo dell’obbligo vaccinale nelle scuole (introdotta dalla legge 119/2017, di conversione del decreto-legge 73/2017) si possa anticipare di un anno scolastico (ed applicare già dall’a.s. 2018/19) nelle sole regioni e province autonome in cui sia stata già istituita l’Anagrafe Vaccinale. In tali Regioni, inoltre, la predetta procedura potrà essere applicata per il corrente anno scolastico, purché il controllo sul rispetto degli adempimenti vaccinali si concluda entro il prossimo 10 marzo.

Uscita autonoma da scuola degli alunni minori di anni 14 - L’art. 19-bis del nuovo provvedimento legislativo prevede che “i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari dei minori di 14 anni, sulla base di una valutazione riguardante l’età del minore, il grado di autonomia dello stesso e lo specifico contesto, possono autorizzare la scuola a consentire l’uscita autonoma del figlio al termine delle lezioni. L'autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza”.
La nuova legge, inoltre, prevede che i genitori possano rilasciare un’autorizzazione agli enti locali, affinché i figli minori di 14 anni fruiscano autonomamente del servizio di trasporto scolastico, esonerando dalle responsabilità connesse all’adempimento dell’obbligo di vigilanza nella salita e discesa dal mezzo e nel tempo di sosta alla fermata.

8 dicembre 2017
E ora, un buon contratto. Editoriale di Maddalena Gissi sulla rivista "Scuola e Formazione"
È dedicato  al rinnovo del contratto l'editoriale che apre il numero in corso di spedizione della nostra rivista "Scuola e Formazione", in arrivo nei prossimi giorni a tutti gli iscritti. "Sarebbe sbagliato - scrive Maddalena Gissi - circoscrivere le nostre analisi al solo campo che immediatamente ci riguarda, senza vedere le tante drammatiche emergenze con cui più in generale si misura la nostra società, alle prese con questioni che non si esagera a definire epocali". Si tratta delle questioni che hanno avuto ampio spazio nella stagione congressuale conclusa pochi mesi fa, ma anche nella recente Assemblea Nazionale di Napoli: il lavoro che continua a mancare, soprattutto per le giovani generazioni, i flussi migratori che esigerebbero "politiche di accoglienza e integrazione concertate a livello internazionale" mentre invece emergono preoccupanti atteggiamenti di rifiuto e chiusura, "spesso inquinati da xenofobia e razzismo".

Con la necessaria consapevolezza delle difficili condizioni di contesto, la Cisl Scuola affronta con determinazione la trattativa, convinta che sia quanto mai urgente e necessario concludere positivamente il negoziato per il nuovo contratto: gli anni che ci separano da quello firmato nel 2007 sono tantissimi e sono stati anni "pesanti" per chi lavora nella scuola. È evidente che questo contratto non potrà bastare a risolvere tutti i problemi e soddisfare tutte le attese, ma si tratta di un'opportunità da cogliere per compiere concretamente un primo passo in direzione di quel più dignitoso e adeguato riconoscimento del lavoro nella scuola su cui non basta il moltiplicarsi di impegni e promesse, servono fatti e non parole. In quella direzione il rinnovo del contratto rappresenta un passaggio irrinunciabile, e il negoziato in corso all'ARAN diventa una sorta di "momento della verità, in cui non contano le chiacchiere più o meno suggestive, in cui non vince chi la spara più grossa ma chi è capace di stare sul pezzo, di reggere il confronto avendo ben chiari i traguardi da raggiungere e anche la capacità e l’intelligenza di portare a casa il miglior risultato possibile". 

4 dicembre 2017
Dal "Manifesto per la scuola" al rinnovo del contratto, il percorso continua. Comunicato unitario
Rinnovare il contratto nel settore scuola, dopo 10 anni di blocco, è un obiettivo importante ed ineludibile su cui Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e Snals Confsal proseguono il loro impegno unitario. Una trattativa che i quattro sindacati intendono accelerare per giungere, nel più breve tempo possibile, alla firma del nuovo contratto. È da tutti condivisa l’esigenza che non ci debba essere nessun rallentamento del negoziato ma serva piuttosto una intensificazione degli incontri.
L’accordo del 30 novembre rappresenta la premessa su cui il contratto va rinnovato. Una base di partenza per un percorso che assume come orientamento il modello di scuola delineato nel manifesto che è in via di sottoscrizione da parte di migliaia di persone. Una scuola che fa da argine alle crescenti disuguaglianze, principale canale di integrazione, che rifiuta la logica delle classifiche e della gerarchizzazione. Una scuola comunità educante autogovernata, dove tutte le professionalità hanno dignità e riconoscimento. Una scuola aperta a tutti e a tutte, una scuola come bene comune per l’intera società, una scuola comunità aperta alla partecipazione e fondata su pluralismo, autonomia, collegialità, su cui investire le necessarie risorse, a partire da quelle che chiediamo di inserire nella Legge di Bilancio.

Il primo obiettivo che ci poniamo è ottenere nella legge di stabilità le risposte alle nostre rivendicazioni: risorse aggiuntive per la scuola da investire anche nel rinnovo contrattuale, potenziamento degli organici ATA e infanzia, eliminazione del divieto di sostituire il personale ATA, indispensabile per il funzionamento delle nostre scuole.
Su questi temi Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal sollecitano un coinvolgimento ampio della società civile, in quanto rispondenti all’interesse delle giovani generazioni e dell’intera comunità sociale, attraverso la raccolta di firme in atto sul manifesto per una scuola aperta a tutte e a tutti, on line e direttamente nelle scuole, e che sarà oggetto anche di ulteriori iniziative pubbliche dopo quelle svolte il 18 novembre in tutta Italia.

Roma, 28 novembre 2017

Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL Scuola Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini

Contratto di lavoro: eppur si muove. Un articolo di Maddalena Gissi sul settimanale Scuola7
Con un articolo sul settimanale online Scuola7, edito da Tecnodid, la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, delinea obiettivi e percorsi dell'azione sindacale in atto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, dopo l'avvio delle trattative all'ARAN.
Un percorso che la nuova struttura del comparto ha reso più complesso, tanto che anche questa può essere una delle ragioni per cui la trattativa procede più lentamente del previsto.

Nel suo articolo Maddalena Gissi evidenzia anche il significato del "Manifesto per la scuola" diffuso insieme alle altre organizzazioni sindacali per indicare il modello di scuola cui fa riferimento l'azione del sindacato, richiamando "l’urgenza di un’alleanza con le Istituzioni pubbliche e la società civile, e del riconoscimento del lavoro e della professionalità di tutto il personale della scuola". 

28 novembre 2017
Dall'intesa col Governo risultati importanti e utili per un impegno che deve continuare su lavoro, equità, giustizia
"Diamo un giudizio positivo del percorso prospettato oggi dal Governo e del lavoro svolto e lo inseriamo in un altrettanto positivo giudizio sul fatto che questa finanziaria da 20 miliardi praticamente si rivolga a temi sociali importanti". Lo ha sottolineato la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, allargando la sua visione al complesso delle misure contenute nella manovra, al termine dell'incontro conclusivo sul capitolo pensioni, svoltosi martedì 21 novembre a Palazzo Chigi. A seguito del confronto con i sindacati, il governo mette altri 300 milioni sul tema della previdenza; dall'aumento dell'età pensionabile, che scatterà nel 2019, vengono esclusi 30mila lavoratori.
"La mia preoccupazione - ha detto Annamaria Furlan - è che nell' iter della manovra tanti diversi portatori d'interesse tenteranno di destinare ad altro queste risorse, noi vigileremo per garantire che vadano ai lavoratori e alle lavoratrici".
"Sulla previdenza avevamo già scardinato, con l'Ape Social, un concetto basilare della legge Fornero, e cioè che tutti i lavori sono uguali. Lo facciamo ancora bloccando l'aumento automatico dell'età per quindici categorie di lavori. La commissione di cui faremo parte avrà la possibilità di allargare eventualmente il numero di queste 15 categoria. Una volta per tutte il concetto alla base della legge Fornero, che tutti i lavori sono uguali, è stato derubricato nel nostro Paese".
Trova conferma anche la presenza delle insegnanti di scuola dell’infanzia tra le 15 categorie escluse dall’aumento automatico dei requisiti anagrafici: una conferma che non poteva darsi per scontata e che l’intesa col Governo dovrebbe mettere al riparo anche da eventuali “incursioni” nel corso del dibattito parlamentare sulla legge di Bilancio.
I risultati raggiunti – continua Furlan - dimostrano che quando si fanno accordi col sindacato i diritti, le possibilità per gli uomini e le donne di questo paese crescono e non diminuiscono. Le valutazioni si fanno sull'esistente, non sui desiderata. E Babbo Natale non esiste - ha poi aggiunto - l'aver messo in sicurezza tanti lavoratori per cui ci sarebbe stato l’aumento dei requisiti anagrafici richiesti per la pensione è un buon lavoro che va tutelato. Bisogna stare con i piedi per terra".

Sulle pensioni, ha ricordato la segretaria generale della Cisl in una nota diffusa qualche giorno fa, fino allo scorso anno la legge Fornero sembrava immodificabile. Un anno fa è stato firmato unitariamente un protocollo con il governo per avviare una prima fase di modifiche. Oggi viene compiuto un secondo passo in avanti, partendo dal concetto che non tutti i lavori sono uguali e che i lavori più gravosi vanno sottratti alle regole della Fornero. È il caso di precisare che l’adeguamento della età della pensione di vecchiaia alla aspettativa di vita non viene certo stabilito oggi, ma stava nelle regole precedenti. Limitarsi a un semplice rinvio dell’adeguamento avrebbe significato solo prendere tempo, senza nessun vantaggio certo per i lavoratori. Con questo accordo, si rivedono i meccanismi di calcolo futuri sulla cosiddetta “aspettativa di vita”. Anche in questa occasione la Cisl si è comportata al 100% da sindacato; un sindacato che contratta, che sa valutare quando è opportuno portare a casa risultati, seppur parziali, che non avrebbe senso vanificare quando non ci sono reali prospettive di ottenere di più. Si tratta peraltro di risultati che non impediranno certo di continuare a rivendicare ulteriori modifiche, contrattando anche con il futuro governo: da quello oggi in carica, con questi chiari di luna e a pochi mesi dalle elezioni politiche, era praticamente impossibile ottenere di più.

Per la Cisl, che ha fatto il punto sull'intesa con un dettagliato volantino, è sempre stato così, ci si confronta con l’interlocutore che c’è, in piena autonomia e assumendosi la responsabilità delle scelte necessarie. Non saremo mai disponibili ad affidare le nostre sorti, e quelle delle persone che rappresentiamo, a quanto altri potranno decidere in un futuro quanto mai incerto e imprevedibile. Siamo invece più che mai determinati a continuare anche in seguito il nostro impegno per fare altri passi in avanti su temi come la lotta alla povertà e il diritto alla non autosufficienza, confermando come obiettivo prioritario il sostegno al lavoro e all’occupazione giovanile. Il nostro Paese si sta forse lasciando alle spalle una dura crisi, ma permangono molte emergenze, nel mondo del lavoro e più in generale nella società, rispetto alle quali non è proprio possibile abbassare la guardia.

22 novembre 2017














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